Liberamente ispirato alla vera storia del pugile americano di origini irlandesi Micky Ward.

Bellissima storia di un ragazzo nato e cresciuto in un sobborgo americano che, nonostante le mille vicissitudini personali, lotta per realizzare il proprio sogno.

Micky ha una famiglia a dir poco stramba ed esuberante, ama la boxe ed è disposto a lottare e a sacrificarsi per raggiungere il sogno della corona di Campione del Mondo. Ha 7 sorelle, meschine, una madre debosciata e profittatrice, un padre inesistente e un fratello, Dicky, ex pugile dal grande futuro poi rovinato dal crack, che gli fa da allenatore.

Micky non è come la sua famiglia, ha una figlia avuta da una donna che lo odia, è tranquillo, determinato a raggiungere un obiettivo e vuole avere un’esistenza ‘normale’.

La famiglia lo assedia in quanto unica fonte di guadagno sicura, l’ossessionante madre lo soffoca in un rapporto che di materno ha poco e niente e il fratello, illustre fallito del ring, lo sostiene di riflesso alla sua esistenza malsana e ‘drogata’.

La storia è molto bella, due fratelli estremamente legati e una famiglia ossessiva sono la perfetta cornice di un racconto con un finale emozionante.

La storia è incentrata sul rapporto di Micky con il fratello tossicodipendente e la madre snaturata ed egoista.

Nonostante l’entourage di Micky sia per la sua carriera deleterio, questi si accorgerà che il fratello gli è indispensabile e, dopo una breve cacciata, lo riavrà con lui verso la sfida della vita per la corona mondiale dei pesi welter.

Bello, commovente, coinvolgente e mai scontato. Supremo Christian Bale nel ruolo del fratello tossicodipendente (per girare il film Bale si è sottoposto all’ennesima trasformazione fisica dopo quella subita per girare ‘The Machinist – l’uomo senza sonno’).

A CHI PIACERA’: A chi ama le storie vere, i racconti stravaganti ma profondi, le pellicole mai banali e piene di sorprese. A chi si sente oppresso dalla famiglia ma la ama profondamente.

A CHI NON PIACERA’: A chi non ama i film che raccontano una storia vera, a chi è oppresso dalla famiglia e non se ne rende conto, a chi non ama le pellicole sulla boxe o sullo sport in generale.

Recensione a cura di Cassio Filippucci

Foto by Google Images

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