Che libro leggere – “Fiesta” (Ernest Hemingway 1926)
“Fiesta” è l’ennesimo romanzo del maestro statunitense che ha avuto un successo planetario.
Pubblicato e ripubblicato più volte nel corso degli ultimi 80 anni, “Fiesta” narra la storia di un giovane espatriato americano, Robert Cohn che, dopo la fine della prima guerra mondiale, si trasferisce a Parigi dove vive con Frances, la donna che, dopo il primo fallimentare matrimonio, lo aveva convinto a trasferirsi in Europa.
Robert a Parigi conosce due personaggi che lo accompagneranno per tutto il racconto: un letterato, Braddocks, e un giornalista, Jake Barnes.
La storia vera e propria comincia quando compare la nobildonna inglese Brett. Sarà lei a sconvolgere i ritmi blandi e compassati di questo splendido romanzo.
Il viaggio nei paesi Baschi e a Pamplona è la parte più interessante e avvincente dello scritto.
La storia si svolge con la costante delle grandi e infinite bevute, Fundador e porto principalmente, e delle lunghe chiacchierate tra i protagonisti e alcuni personaggi di passaggio.
Lo sfondo, oltre alla Parigi dell’epoca, è la calda e torrida Spagna, Paesi Baschi per l’esattezza, dove Robert e i suoi amici si ritrovano a condividere più di un semplice viaggio.
Le descrizioni sono magnifiche. L’atmosfera festosa zampilla da ogni riga, e l’alcol che scorre incessantemente fa da costante all’evolversi della storia.
Hemingway sembra fare, con “Fiesta”, un elogio al bere e al divertimento fine a se stesso. In un’ Europa in piena ascesa economica dopo la guerra e dopo la grande recessione americana, l’autore ci regala pagine di svago e di vera ‘fiesta’.
A CHI PIACERA’: Agli amanti dell’autore de “Il vecchio e il mare”, a chi ama le atmosfere calde, rilassanti e lo scorrere lento della vita. A chi ha sempre sognato un viaggio come quello descritto. A chi ama le grandi bevute con gli amici, il ‘cazzeggio’ fine a se stesso e la ‘fiesta’.
A CHI NON PIACERA’: A chi non ama particolarmente Hemingway, a chi non ama il divertimento, le grandi bevute e il ‘cazzeggio’ assolato. A chi crede che un romanzo debba essere per forza intenso, profondo e ricco di saggezza.
Recensione a cura di Cassio Filippucci
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