Riflessivo, a tratti divertente, di sicuro non una delle migliori pellicole di Woody Allen.

“Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni” è l’ennesimo film sfornato dal regista americano che sembra essersi votato più alla quantità che alla qualità.

Nulla di eccezionale, il vero Allen è rimasto, probabilmente, comodamente seduto in poltrona mentre cogitava questa pellicola.

Due storie d’amore che per diversi motivi naufragano, due personaggi maschili ossessionati dal sentirsi “giovani” e desiderabili. Il primo è Anthony Hopkins, un anziano signore in pensione che non si arrende al passare degli anni e lascia la moglie in cerca di nuovi stimoli amorosi e sessuali. Incontrerà una escort che con la sua giovane e spudorata avvenenza lo farà innamorare.

Il secondo è Josh Brolin, uno scrittore fermo al suo primo libro di successo, molto vicino al baratro artistico ed economico. La moglie di Hopkins è la suocera dello scrittore che aiuta economicamente sua figlia prima della deriva mentale.

Pochi colpi di genio, pochissimi sussulti, il film scorre senza grandi intuizioni. La storia dei due anziani assomiglia per certi aspetti alla storia di “American Beauty” dove Kevin Spacey impazzisce per una teen-ager per poi scoprire le enormi distanze che li separano.

Divertentissima e azzeccatissima la figura di sua moglie, una donna tremendamente abituata alla figura del marito al suo fianco che si lascia completamente andare nel momento del lascito. La sua follia sarà la sola cosa da ricordare di questo film.

Il resto è un’alternarsi di situazioni viste e riviste sia con Woody Allen sia con altri registi non del suo calibro.

 

A CHI PIACERA’: A chi ama sempre e comunque Woody Allen, a chi ama i film di mezza età tendenti alla vecchiaia. A chi non ama le pellicole troppo impegnative, a chi non ama particolarmente Woody Allen e i suoi “parti” migliori.

A CHI NON PIACERA’: A chi ama il vero Woody Allen, a chi ama i film con molta sostanza, a chi è stanco delle solite pellicole sulla demenza senile e le sue conseguenze. A chi ama le pellicole impegnative e di sostanza. A chi ama la celeberrima ironia e il rinomato sarcasmo alleniano.

 

 

Recensione a cura di Cassio Filippucci

 

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