Pochi mesi fa è uscito, negli Usa, un libro a cui hanno lavorato alcuni psicologi americani che si intitola “La tua playlist ti può cambiare la vita”.

Secondo Galina Mindlin, Don Durousseau e Joseph Cardillo, una raccolta personalizzata di canzoni sarebbe dunque in grado di sviluppare i nostri ormoni, modificare il nostro “mood” e migliorare il nostro benessere.

Tale studio si presenta proprio come un manuale: “dieci modi per cui la vostra musica favorita può rivoluzionare la vostra salute, memoria, organizzazione, attenzione e molto di più”.

La musica e la mente diventano potenti strumenti utili a (ri)modellare il nostro “ritmo” di vita.

Provateci: nel pensare e nel costruire la vostra playlist vi ritroverete a mescolare tra loro brani rilassanti, energici, ammalianti, ed è proprio questo lavoro mentale che diviene particolarmente interessante, riflettendo musicalmente i nostri prototipi emozionali.

I tre psicologi notano, inoltre, come ritmo, armonia, risonanza e sincronia siano termini musicali usati in modo sorprendente anche nello studio del cervello. I ritmi del cervello, a loro volta, sono organizzati con gli stessi principi della musica. La prima cosa di cui la nostra mente ha memoria è proprio la prima vibrazione che ci ha generato: il ritmo delle nostre prime cellule.

Sempre più convinta del ruolo terapeutico ma anche creativo e “catartico” della musica, non posso non cimentarmi anch’io in una playlist! E se volete mandate pure le vostre playlist: ognuna sarà fatta secondo la personalità dell’ “autore” che la elaborerà e ne potrebbe nascere uno scambio fruttuoso e variegato di idee musicali e sensazioni quotidiane!

 

Giorgia Bazzanti

 

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