A dieci anni dalla morte esce un libro di Mario Bonanno su Pierangelo Bertoli dove sono racchiuse le testimonianze sulla sua storia musicale e gli scritti dello stesso artista: “Rosso è il colore dell’amore” (Stampa Alternativa, 112 pagine con Dvd allegato).

Pierangelo Bertoli, cantautore di Sassuolo, rappresenta un’esperienza singolare nella musica italiana: carattere schietto che colorava il suo linguaggio da cantautore, disabile a causa della poliomelite che lo colpì da giovanissimo, prime produzioni indipendenti e incisioni con la major per poi ritornare alle piccole etichette in contrasto con la discografia ufficiale.

Un ritratto completo, insomma, dell’artista scomparso nel 2002 a 59 anni. Non una classica biografia ma un lavoro che intende far capire quanto l’opera di Bertoli sia stata importante e abbia dato stimolo alla scena musicale italiana.

Bonanno si serve di varie testimonianze, delle riflessioni dello stesso Bertoli e di una discografia che oltrepassa la sua scoperta da parte di Caterina Caselli e la presenza nel 1991 a Sanremo con i Tazenda: prima e dopo ciò esiste, infatti, un mondo musicale fatto di blues e di canzoni dialettali che sono caratterizzate da espressioni intime e rabbia collettiva.

Il Dvd contiene un concerto live e un’intervista che completano il ritratto del cantautore.

Pierangelo Bertoli è il cantautore che più amo e non potevo non sottolinearlo. Ciò che colpisce, oltre alla sua musica, è la sua forza, sia personale che comunicativa.

Comprate il libro se volete ma prima di tutto ascoltatelo, se non l’avete già fatto.

Concludo con le parole di una sua canzone che mi sono rimaste paricolarmente impresse e che, per certi versi, sento anche mie: “Canterò le mie canzoni per la strada ed affronterò la vita a muso duro, un guerriero senza patria e senza spada, con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro. E non so se avrò gli amici a farmi il coro o se avrò soltanto volti sconosciuti, canterò le mie canzoni a tutti loro e alla fine della strada potrò dire che i miei giorni li ho vissuti.”

 

Giorgia Bazzanti

 

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